Jubatti buongusto

Arrosticino d'Abruzzo

Da oggi il tipico e buonissimo arrosticino abruzzese è al riparo da imitazioni grazie al marchio “L'Arrosticino d’Abruzzo”, nato per tutelare i consumatori, un gusto autentico regionale e una tradizione lunghissima.

Il marchio valorizzare la produzione di arrosticini di qualità, ottenuti esclusivamente dalla lavorazione di carne di ovini nati ed allevati in aziende aderenti all'Associzione Regionale Allevatori d'Abruzzo (A.R.A.).

Un rigido disciplinare salvaguarda e tutela le produzioni ovine regionali e assicura un prodotto eccellente, controllabile e rintracciabile dalla nascita dell’ovino fino all’arrivo in tavola.

A Jubatti, che da sempre opera nel rispetto della tradizione della qualità delle carni, è affidata la sua lavorazione e la distribuzione.


 

Cosa indica esattamente il nuovo marchio
"L'Arrosticino d'Abruzzo"?

Questi arrosticini tipici sono preparati con la massima cura e attenzione alla Qualità, utilizzando esclusivamente carni di ovini nati e allevati presso gli allevamenti aderenti all’associazione regionale allevatori d’abruzzo, seguendo i metodi della pastorizia tradizionale.

>> COMPOSIZIONE
Viene rispettata l’ideale sequenza e proporzione di parti grasse e magre. La presenza di grasso nobile conferisce alla carne più digeribili.

>> QUALITA'
Il periodo minimo di frollatura delle carni (6 giorni) le rende morbide, succose e più digeribili.

>> PROVENIENZA
La carne utilizzata per questi arrosticini proviene esclusivamente da ovini 100% abruzzesi: nati e allevati in Abruzzo.


 

 


>> GUSTO
Sapore inconfondibile, delicato e raffinato grazie al giusto equilibrio tra carni di ovini maschi e pecore, allevati secondo l’antica tradizione pastorale abruzzese.

>> RICONOSCIBILITA'
Il QR Code in etichetta garantisce la massima tracciabilità delle carni e degli allevamenti.
E poi è l’unico con il marchio sullo stecco!


Storia dell’arrosticino d'Abruzzo

Gli arrosticini, chiamati anche “rustelle” o “arrustelle”, sono spiedini di carne di ovino maschio castrato o di pecora, tipici della cucina abruzzese. Gli spiedini, denominati per consuetudine storica ormai consolidata arrosticini d'Abruzzo, secondo la tradizionale ricetta venivano confezionati con carne di castrato, la cui macellazione era eseguita direttamente dai pastori transumanti che, dopo la fase di alpeggio delle greggi, scendevano verso valle attraverso le colline abruzzesi ed usavano per convenienza alimentarsi con questo gustosissimo prodotto della cucina povera itinerante. A sera, una volta ricoverate le greggi, i pastori si alimentavano utilizzando gli scarti della pecora mattata per i pasti precedenti.

Le prime notizie sull'arrosticino risalgono al 1890, quando la definizione di “rustelle” o “ristelle”, viene riportata nei diari dei pastori transumanti.

Col tempo l'arrosticino si è evoluto ed è divenuto una consuetudine alimentare, tant'è che in epoca fascista questo alimento viene riportato come tipico d'Abruzzo nelle pubblicazioni in materia agroalimentare promosse dal Regime.

Negli anni la preparazione dell’arrosticino è rimasta pressoché invariata: la carne ovina è tagliata a tocchetti e infilata in spiedini, detti “cippe". La carne è inframezzata da pezzi di grasso che aiutano a mantenerla morbida e aromatizzata: il grasso, sciogliendoli e sfrigolando sulla brace, affumica l’arrosticino e rende la sua carne più gustosa.

Modalità di cottura e degustazione dell'Arrosticino d'Abruzzo

Tradizionalmente gli arrosticini vengono cotti sulla brace, senza la fiamma viva del fuoco, con l’apposita “canalina” o “fornacella”. Per mantenere la carne naturalmente ricca dei propri succhi, quindi più tenera e gustosa al palato, è importante che nella fase di cottura gli spiedini vengano girati con un’alternanza ripetuta per circa 4/5 minuti e che la fase di salatura venga eseguita solo alla fine. Da accompagnare con fette di pane casareccio unte con olio extravergine d’oliva e vino Montepulciano d’Abruzzo.

Scopri l'Arrosticino d'Abruzzo